Phil Hellmuth ricorda «Big Al» Emerson — il creatore di Archie

Phil Hellmuth ha condiviso i suoi ricordi sul suo amico e mentore «Big Al» Emerson, che ha creato il gioco di poker Archie e ha lasciato un segno indelebile nella comunità del poker.

Nel fine settimana scorso, nella comunità del poker è arrivata una notizia triste: è venuto a mancare il leggendario giocatore del Wisconsin “Big Al” Emerson. La notizia della sua scomparsa è stata data dal suo vecchio amico e allievo, il noto pokerista Phil Hellmuth, che ha pubblicato un messaggio sui social network. In memoria di “Big Al” Emerson: l’uomo che ha creato il gioco Archie Phil Hellmuth ha condiviso i suoi ricordi sull’amico: «Oggi ho perso un vecchio amico, e il poker ha perso una persona straordinaria, un entusiasta delle varianti split (high/low split). Big Al ha inventato il gioco ‘Archie’ con qualificatori: per la mano high almeno un nove, per la low un otto o meno. È stato un vero appassionato di poker per tutta la vita. Big Al è stato il primo giocatore professionista con cui ho stretto amicizia — era il 1986. Ci siamo conosciuti a un tavolo $10-$20 Limit Hold’em al casinò Stardust di Las Vegas. Al viveva a La Crosse, Wisconsin, io a Madison». Archie è una popolare variante di giochi misti nel poker. In Archie si gioca con cinque carte, con la formula triple-draw (tre cambi di carte), e il piatto viene diviso tra la migliore combinazione high e la migliore combinazione low secondo il sistema “ace-to-five”. Tuttavia, per poter reclamare la propria metà del piatto, il giocatore deve avere almeno un nove per la high o un otto o meno per la low. Questo doppio qualificatore rende il gioco particolarmente strategico e interessante per gli amanti delle varianti miste. La leggenda del poker del Midwest e mentore di Phil Hellmuth Phil Hellmuth ha più volte sottolineato che Big Al era l’anima della compagnia: «Al era sempre al centro dell’attenzione! Giocava in modo attivo, e nessuno si arrabbiava a perdere contro di lui. Quando arrivava, tutti sorridevano. Certo, se perdeva troppo poteva diventare un po’ triste, ma al massimo diventava insolitamente silenzioso». Emerson ha dedicato 35 anni al poker professionistico, prima di passare alle scommesse sportive. Per decenni ha giocato ogni giorno, e negli ultimi 25 anni della sua vita ha continuato a giocare 2-3 volte a settimana a Phoenix, senza mai smettere fino agli ultimi giorni. Nell’autobiografia di Phil Hellmuth “Poker Brat”, Emerson occupa un posto speciale. Hellmuth ricorda: «Con Big Al ho incontrato un professionista con cui potevo passare del tempo, imparare e osservare il gioco». Secondo lui, Emerson era una persona di presenza imponente: alto 6 piedi e 7 pollici (circa 2 metri), peso 320 libbre (circa 145 kg), capelli biondo chiaro, occhi castani e un carattere amichevole. Era benvoluto in tutte le cerchie del poker del Midwest, anche se spesso era lui a vincere. «Big Al e io abbiamo subito legato, e a casa sua mi ha fatto conoscere i più grandi giocatori e le partite più importanti del Wisconsin», sottolinea Hellmuth. Alti e bassi: lezioni da Big Al Hellmuth racconta episodi in cui Big Al lo ha sostenuto nei momenti difficili. Ad esempio, Emerson era al suo fianco quando Hellmuth si è sentito male durante un torneo al Caesars Palace. Proprio Big Al è stato per lui il primo esempio di giocatore professionista da cui imparare non solo la tecnica al tavolo, ma anche l’approccio alla vita nel poker. Uno degli episodi più memorabili avvenne al Main Event delle WSOP del 1988, un anno prima della celebre vittoria di Hellmuth. In quell’occasione perse tutte le sue chips bluffando contro Johnny Chan. Big Al si avvicinò subito e gli chiese con tono di rimprovero: «Come hai potuto dare tutte le tue chips a Johnny Chan?! In tutta la vita potresti non avere più un’occasione così per vincere il Campionato del Mondo! A cosa pensavi?» Hellmuth rispose a voce alta: «Al, credimi, avrò la possibilità di vincere le WSOP ogni anno per i prossimi 50 anni! Non ho finito qui, sono solo all’inizio!» L’anno dopo, nel 1989, quando Phil Hellmuth vinse il Main Event delle WSOP e iniziò il suo percorso nella storia del poker, Big Al era lì per condividere la gioia della vittoria. I risultati nei tornei di Big Al Emerson Secondo il database di The Hendon Mob, nella sua carriera iniziata nel 1985, Big Al Emerson ha vinto nei tornei $237.637. Il suo miglior risultato è stato il secondo posto nel torneo $1.000 No-Limit Hold’em alle World Series of Poker (WSOP) del 1985. Gli mancò solo una posizione per il braccialetto d’oro WSOP. Nel 1996 Emerson raggiunse due volte il tavolo finale alle WSOP: quinto posto nel torneo $2.500 Seven-Card Stud Split, vincendo $14.100, e solo quattro giorni dopo, quinto posto nel $3.000 Limit Hold’em con un premio di $25.050. Inoltre, nel 1990 fece una deep run nel Main Event delle WSOP, chiudendo al 14° posto e vincendo $12.500. Tabella riassuntiva dei risultati di Big Al Emerson alle WSOP: 1985: 2° posto, $1.000 No-Limit Hold’em — premio $ (importo esatto non indicato nell’originale) 1990: 14° posto, Main Event WSOP — $12.500 1996: 5° posto, $2.500 Seven-Card Stud Split — $14.100 1996: 5° posto, $3.000 Limit Hold’em — $25.050 Vincite totali nei tornei: $237.637 Il contributo alla comunità del poker e la personalità di Big Al Emerson Big Al Emerson non era solo un grande giocatore, ma anche una persona che influenzava chi gli stava intorno. Era rispettato per la sua apertura, il senso dell’umorismo e la disponibilità a condividere la sua esperienza. Molti giocatori hanno sottolineato che perdere contro di lui non era mai un dispiacere — tanto era positiva e carismatica la sua presenza al tavolo. Il suo contributo allo sviluppo dei giochi misti, in particolare l’invenzione di Archie con doppio qualificatore, è stato un apporto significativo all’evoluzione delle varianti di poker. Phil Hellmuth ha più volte sottolineato che è stato proprio grazie a Big Al se ha potuto conoscere i più grandi giocatori del Wisconsin e acquisire un’esperienza unica che in seguito lo ha aiutato a diventare uno dei giocatori più titolati nella storia delle WSOP. La redazione di PokerNews ha espresso le proprie condoglianze agli amici e alla famiglia di Al Emerson, sottolineando la sua importanza per l’intera comunità del poker. Cosa significa per i giocatori dei club PPPoker La storia di vita e carriera di Big Al Emerson può essere un esempio di ispirazione per i membri dei club PPPoker. In primo luogo, il suo percorso dimostra quanto sia importante non solo la tecnica, ma anche la capacità di entrare in sintonia con gli avversari, mantenere un’atmosfera positiva al tavolo e avere rispetto per il gioco — qualità apprezzate in ogni ambiente pokeristico, comprese le partite di club su PPPoker. In secondo luogo, Emerson è stato un innovatore: ha inventato il formato unico del gioco Archie, ancora oggi popolare tra gli appassionati delle varianti miste. Per i giocatori dei club PPPoker questo è un segnale che vale la pena sperimentare nuovi formati, studiare i giochi misti e ampliare i propri orizzonti nel poker. Forse proprio nelle partite di club su PPPoker scoprirete nuove varianti di poker o creerete i vostri formati, che potrebbero diventare popolari in futuro. Infine, l’esempio di Big Al Emerson ricorda che anche senza vincere braccialetti WSOP, il contributo alla comunità del poker può essere enorme. Partecipate alla vita dei club, condividete la vostra esperienza, sostenete i nuovi arrivati — e forse sarà proprio la vostra storia a diventare parte della leggenda del poker.